Cooperazione internazionale, dal taglio delle risorse alla chiusura di molte associazioni. L'appello alla politica: "Servono nuove risposte, è un patrimonio per il Trentino"
L'assemblea di Farete lancia un appello alle istituzioni e al mondo della politica in vista delle elezioni: "È fondamentale che una comunità che ha il patrimonio dell'Autonomia lo metta a disposizione per la sua coesione sociale, per l'accoglienza e per la cooperazione che non conosce frontiere. Recenti scelte politiche hanno comportato una drastica contrazione delle risorse e delle disponibilità e la chiusura di diverse associazioni: un negativo passo indietro rispetto ai traguardi raggiunti. Bisogna invertire la rotta"

TRENTO. "La comunità trentina ha conosciuto la povertà che ha costretto all'emigrazione, poi, grazie anche all'autonomia, ha conosciuto il benessere, raggiungendo importanti livelli di sviluppo economico e culturale, diventando terra di immigrazione. La cooperazione è una cifra distintiva di questa terra, che ha permesso un uso responsabile e solidale dei suoi beni comuni, e ai territori di montagna di partecipare allo sviluppo".
Sono alcune delle considerazioni contenute nel testo elaborato dall'assemblea di Farete - Rete trentina delle organizzazioni di cooperazione internazionale, che ha deciso di lanciare un appello alle istituzioni e al mondo della politica soprattutto in vista delle sempre più prossime elezioni.
"L'associazionismo - si legge sul documento - è cresciuto anche attingendo alle esperienze missionarie e grazie all'apporto di migliaia di volontari che hanno donato il loro lavoro per progetti di cooperazione internazionale che hanno reso protagoniste tutte le nostre comunità. Progetti che sono stati riconosciuti e sostenuti dalle nostre istituzioni, sia enti locali che Provincia e Regione, che a loro volta sono diventati attori di uno scambio che ha visto protagoniste altre istituzioni e altre comunità in tanti paesi del mondo. La solidarietà internazionale ha permesso la conoscenza e l'arricchimento dei soci e dei volontari ed ha creato nuove relazioni che ci hanno dato tanto".
Tuttavia, viene fatto nottare, "con l'epidemia del Covid, ancor più che con le crisi economiche internazionali, e ora con la guerra in Ucraina, è diventato più difficile e più impegnativo operare nei paesi lacerati dalla povertà e dai conflitti. Si è registrato il blocco dell'interscambio e scelte politiche che hanno comportato una drastica contrazione delle risorse e delle disponibilità e la chiusura di diverse associazioni. Un negativo passo indietro rispetto ai traguardi raggiunti".
"Eppure nel mondo non è più possibile contrapporre il proprio benessere a quello di tutti, come non è possibile svincolarsi da una stretta interdipendenza economica. La crisi climatica ci obbliga ad un comune impegno per salvarci dal disastro e a comuni politiche, necessariamente responsabili e solidali, se non vogliamo che le disuguaglianze facciano esplodere le contraddizioni moltiplicando le guerre e le emigrazioni - viene sottolineato -. È fondamentale che una comunità che ha il patrimonio dell'autonomia lo metta a disposizione per la sua coesione sociale, per l'accoglienza e per la cooperazione che non conosce frontiere".
Partendo da questi presupposti, l'assemblea chiede "ad ogni forza politica, ad ogni amministrazione, ad ogni realtà associativa e ad ogni realtà economica di misurarsi con questa esigenza, di assumersi degli impegni, di dare delle risposte. Non solo alle associazioni che continuano a credere nella cooperazione internazionale, ma soprattutto alle tante realtà che nel mondo guardano al Trentino come ad un esempio virtuoso".
Riportiamo di seguito il documento completo













